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La promessa del 1999 deve essere mantenuta

  • 07.02.2008

Nel 2000, noi associazioni ambientaliste abbiamo rinunciato al referendum contro i trattati bilaterali con l’UE. Questo perché il Parlamento ci aveva promesso la riduzione del traffico pesante a 650'000 transiti all’anno entro due anni dall’apertura della galleria di base del Lötschberg. Questa disposizione è anche stata ancorata nella legge sul trasferimento del traffico. E adesso questa pro-messa non sarebbe più valida?

Kaspar Schuler, direttore di Greenpeace Svizzera
Di per sé, è tutto chiaro, regolato, già giunto a scadenza e quindi urgente: la Costituzione prevede nella clausola transitoria (art. 196.1) dell’articolo sulla protezione delle Alpi (art. 84) che il trasferimento del traffico pesante attraverso le Alpi deve essere realizzato entro il 2004. Il Consiglio federale avrebbe anche la competenza per introdurre le misure necessarie. Solo che, per paura dell’UE, finora non ha osato agire.

Solo quando ha dovuto proporre al popolo il limite di 40 tonnellate per i camion, contenuto nel trattato sui trasporti terrestri, ed evitare il referendum delle associazioni ambientaliste, ha sottoposto al Parlamento una legge sul trasferimento del traffico merci provvisoria (LTT). Con essa si poneva l’obiettivo di trasferimento di 0,7 fino a 1 milione di transiti di mezzi pesanti entro due anni dopo l’apertura della galleria di base del San Gottardo (circa 2017 + 2).

Il Parlamento è venuto incontro alle associazioni ambientaliste e ha fissato l’obiettivo a 650'000 transiti di camion attraverso le Alpi. Rispetto alla proposta del Consiglio federale, ha inoltre ridotto di 10 anni il termine per conseguire questo risultato: l’obiettivo deve essere raggiunto due anni dopo l’apertura della galleria di base del Lötschberg, cioè nel 2009. È sempre ancora cinque anni più tardi del termine fissato dal popolo nella Costituzione.

Questo compromesso figura anche in una presa di posizione comune dei partiti di governo dell’8 marzo 1999. Vi si legge che: “il gruppo di lavoro propone inoltre che nel decreto federale vincolante sia fissato, in particolare come valori limite e d’obiettivo, che il numero degli automezzi pesanti sugli assi di transito nella regione alpina (Gottar-do, San Bernardino, Sempione e Gran San Bernardo) debba essere ridotto gradual-mente a 650'000 transiti entro l’anno 2007. Per raggiungere questo obiettivo si approva - partendo dai 125 milioni di Fr. dell’anno 1999 – un quadro di credito per il periodo transitorio di 300 milioni di franchi all’anno”. 
Questa impostazione è poi confluita anche nella LTT, rispettivamente nel relativo credito quadro, sebbene il termine sia stato spostato dal 2007 al 2009.

Sulla base di queste promesse e della LTT, le associazioni ambientaliste, in primo luogo Greenpeace e il WWF, hanno rinunciato a un referendum contro l’accordo sui trasporti terrestri. Abbiamo inghiottito la pillola dei camion da 40 tonnellate, limite contenuto nell’accordo, nonché un importo della TTPCP insufficiente per ottenere un efficace trasferimento del traffico pesante. La legge sul trasferimento del traffico è poi stata indirettamente accettata dal popolo quando approvò i bilaterali. E adesso, queste promesse – nonché la LTT – non dovrebbero più essere validi?
Il Parlamento non ha il diritto di rinviare a piacimento il termine per il trasferimento. La volontà popolare va rispettata! Se il Consiglio federale e il Parlamento ritengono impossibile applicare l’articolo sulla protezione delle Alpi nei termini previsti, abbiano l’onestà di proporre una modifica della Costituzione.

Inoltre, non c’è nessuna ragione pratica per legare il termine per il trasferimento all’apertura della galleria ferroviaria di base del San Gottardo:

  • La borsa dei transiti alpini permette di trasferire il traffico pesante: è stato dimostrato che la borsa dei transiti è uno strumento efficiente ed economico, che garantisce che le merci in transito si trasferiscano dalla strada alla ferrovia.
  • La capacità su rotaia è sufficiente: Attualmente e ancora per alcuni anni vi sono sufficienti capacità di trasporto su rotaia per conseguire il trasferimento. La capacità può persino essere aumentata distribuendo meglio i transiti sull’arco della giornata e allungando i convogli ferroviari.
  • Non c’è un problema con le gallerie di base: le prime strettoie non si registreranno nel perimetro degli assi Alptransit, ma sulle linee d’accesso. Anche in questo caso è possibile aumentare la capacità tramite piccoli investimenti, come sono previsti dallo sviluppo futuro dell’infrastruttura ferroviaria (SIF1). Però, è necessario che questi interventi vengano attuati prima di quanto previsto.
  • La galleria di base del Gottardo non è decisiva: La galleria di base del Gottardo ridurrà i costi del transito su rotaia sulla linea attraverso la Svizzera di una percentuale dell’ordine del 15/20% (minore necessità di locomotive, treni più lunghi, velocità più alta, tragitto più corto). Se si considera questo aumento di produttività in relazione all’intero tragitto delle merci (1000 e più km), ne risulta una riduzione dei costi circa del 5%, che non è decisiva per la scelta del mezzo di trasporto. Tanto meno se si considera che anche la produttività del trasporto su strada aumenterà ulteriormente. Per esempio, si parla già di camion di 60 tonnellate.
  • I successi finora conseguiti nel trasferimento svaniscono: l’effetto di trasferimen-to ottenuto fra il 2001 e il 2006 grazie alla TTPCP (costi più alti) e all’aumento del limite di peso (più merci trasportate con meno veicoli) si esaurirà con l’aumento della TTPCP del 2008. Sulla base dell’accordo sui trasporti terrestri, la tassa non potrà essere aumentata ulteriormente. Se l’ASTAG dovesse avere successo con la sua querela contro l’aumento 2008 della TTPCP, ci sarà persino una diminuzione dell’effetto di trasferimento.

Noi, vale a dire Greenpeace e il WWF, chiediamo al Palamento di mantenere le promesse del 1999. Oggi, grazie alla borsa dei transiti, è possibile evitare gli errori di allora, cioè formulare un obiettivo senza fissare gli strumenti atti a conseguirlo. Raggiungere l’obiettivo nel 2008 non è ormai più possibile, ma il 2012 è realistico. Ci aspettiamo dal Consiglio nazionale che, per non venire meno alla parola data, corregga il termine approvato dal Consiglio degli Stati.

Zurigo / Berna 7.2.08 Fa stato il discorso pronunciato durante la conferenza stampa.

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